{"id":4087,"date":"2021-09-10T14:54:47","date_gmt":"2021-09-10T12:54:47","guid":{"rendered":"https:\/\/florasano.aicon.com\/?p=4087"},"modified":"2021-10-18T15:09:31","modified_gmt":"2021-10-18T13:09:31","slug":"giudicare-il-cibo-dalletichetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.florasano.com\/it\/giudicare-il-cibo-dalletichetta\/","title":{"rendered":"Giudicare il cibo dall&#8217;etichetta"},"content":{"rendered":"<p>Chi determina cosa servire nei nostri piatti ogni giorno? Le nostre scelte riflettono esclusivamente le preferenze individuali o sono furtivamente influenzate dagli interessi di settori dell&#8217;industria alimentare?<\/p>\n<p>Di fronte a una crescente consapevolezza da parte dei consumatori dei rischi legati a una dieta basata su cibi ultra-processati e, dall&#8217;altra parte, dei potenziali benefici (in termini di salute e gusto) legati a fattori come le certificazioni di origine, l\u2019agricoltura sostenibile e la produzione artigianale, sorprende che recentemente sia sorta in Europa una proposta di etichettatura alimentare che avvantaggerebbe i cibi industrializzati a scapito di prodotti che, oltre a essere pilastri della dieta in alcuni paesi, sono creati seguendo metodi centenari che intrinsecamente comportano un minore livello di processazione degli alimenti.<\/p>\n<p>Concepito in Francia, il &#8220;Nutri-Score&#8221; (soprannominato &#8220;semaforo degli alimenti&#8221;) \u00e8 un progetto di etichettatura nutrizionale con una scala di colori dal verde al rosso, legata ai voti da &#8220;A&#8221; a &#8220;E&#8221;, da integrarsi alla parte frontale della confezione di tutti i prodotti messi in vendita.<\/p>\n<p>Il criterio di assegnazione del punteggio considera 100g di un certo alimento, analizza la percentuale di &#8220;contenuto benefico&#8221; come fibre, verdure e frutta rispetto agli elementi &#8220;nocivi&#8221; come zuccheri, sali e grassi. Il responsabile del calcolo \u00e8 un algoritmo.<\/p>\n<p>Questa valutazione, tuttavia, lascia da parte caratteristiche come il grado di manipolazione (in altre parole, se \u00e8 ultra-processato o meno), la presenza di elementi nutrizionali come vitamine e minerali nonch\u00e9 la dimensione di una porzione standard.<\/p>\n<p>Stante questo metro di giudizio, alcuni risultati attirano sicuramente l&#8217;attenzione: la Coca-Cola Zero ottiene un voto B, mentre l&#8217;olio d&#8217;oliva, pilastro fondamentale della dieta mediterranea e la principale fonte di \u201cgrassi buoni\u201d, ottiene un voto C. Lo stesso punteggio \u00e8 attribuito sia a un sacchetto di patatine fritte \u2013 facilmente divorabile per intero \u2013 che a un vasetto di marmellata alla frutta senza zuccheri aggiunti \u2013 mi chiedo: quante persone si mangiano marmellata a cucchiaiate fino a quando il barattolo \u00e8 finito?<\/p>\n<p>I sostenitori di tale metodo, tuttavia, sostengono che il Nutri-Score non dovrebbe essere usato per fare confronti astratti, ma per stimolare una scelta informata tra prodotti di una stessa categoria. Cos\u00ec, per esempio, quando qualcuno vorr\u00e0 comprare qualcosa da bere, ci si trover\u00e0 davanti: acqua (voto A), bibite senza zucchero (voto B) e bevande zuccherate senza frutta (voto E).<\/p>\n<p>Le grandi multinazionali produttrici di alimenti industriali e parte della comunit\u00e0 scientifica sono a favore del sistema, che \u00e8 gi\u00e0 stato adottato in Francia, Belgio, Germania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera.<\/p>\n<p>L&#8217;Italia, invece, si \u00e8 opposta all&#8217;adozione della misura. Qua, pochi argomenti sono pi\u00f9 seri del cibo. Fieri di una cucina ammirata in tutto il mondo, gli italiani difendono \u2013 con il sostegno di molti esperti del settore \u2013 che la dieta mediterranea, patrimonio mondiale dell&#8217;UNESCO dal 2010, \u00e8 una delle chiavi per una vita lunga e sana.<\/p>\n<p>Secondo &#8220;Nutri-Score&#8221;, tuttavia, alcuni dei prodotti gastronomici italiani pi\u00f9 rappresentativi, come l&#8217;olio d&#8217;oliva, il <em>Parmigiano Reggiano <\/em>e il <em>Prosciutto di Parma <\/em>dovrebbero essere evitati.<\/p>\n<p>I principali critici (che in Italia vanno dai partiti di tutto lo spettro politico a produttori e scienziati) sostengono che dal momento in cui l&#8217;etichetta non fornisce dati sulle quantit\u00e0 giornaliere raccomandate, non sarebbe in grado di educare i consumatori a fare scelte consapevoli che tengano conto di una dieta globale.<\/p>\n<p>I modelli che evidenziano le porzioni standard e le quantit\u00e0 suggerite, tuttavia, sono stati sostituiti in tutto il mondo con un&#8217;etichettatura pi\u00f9 semplice e diretta, come in America Latina: Cile (il primo, nel 2017), Per\u00f9 e Uruguay hanno adottato un&#8217;etichetta ottagonale nera con scritte bianche che indicano &#8220;alto livello di zuccheri&#8221;, &#8220;alto livello di grassi saturi&#8221;, &#8220;alto livello di sodio&#8221; e &#8220;alto livello di calorie&#8221;.<\/p>\n<p>Sulla stessa linea, l\u2019organo brasiliano Anvisa ha approvato, lo scorso 7 ottobre, una nuova regola che determina che, sulla parte frontale dei pacchetti, ci deve essere una lente d\u2019ingrandimento che identifica l&#8217;alto contenuto di zuccheri aggiunti, grassi saturi e sodio. La proposta di aggiungere dei bollini (neri, triangolari) con avvertenze simili a quelle di altri paesi \u00e8 stata per\u00f2 respinta.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 dei dibattiti nutrizionali, i sistemi di etichettatura non sono neutrali e influenzano significativamente la scelta dei consumatori \u2013 e la vendita di certi prodotti \u2013 enfatizzando determinate informazioni. Quali? Tutto dipende dal risultato di un processo politico che \u00e8 fortemente influenzato dai settori direttamente interessati.<\/p>\n<p>Vale la pena ricordare l&#8217;enorme ripercussione del caso brasiliano relativo al sigillo indicante cibi transgenici, che \u00e8 ancora in fase di analisi: forte \u00e8 la pressione dell&#8217;industria e dei settori agricoli a favore della sua rimozione e, dall&#8217;altra parte, la societ\u00e0 civile e membri della comunit\u00e0 scientifica si battono per il suo mantenimento.<\/p>\n<p>Tornando all&#8217;esempio dell&#8217;Italia, l&#8217;adozione di un sistema che etichetta, a priori, il cibo come &#8220;buono&#8221; o &#8220;cattivo&#8221;, potrebbe avere un impatto negativo su una delle maggiori fonti di reddito per l&#8217;economia italiana, l&#8217;esportazione di prodotti alimentari.<\/p>\n<p>Andando oltre, un&#8217;altra possibile conseguenza dell&#8217;adozione del Nutri-Score in Europa per il nostro paese \u00e8 incoraggiare il consumo di prodotti industrializzati \u2013 come l&#8217;insolito &#8220;latte di piselli&#8221; \u2013 a scapito di alimenti che finora hanno fatto parte della tradizione culinaria e gastronomica della nazione.<\/p>\n<p>I latticini, l&#8217;olio d&#8217;oliva e i salumi, gi\u00e0 sottoposti a controlli di qualit\u00e0 molto elevati e in molti casi protetti da indicazioni geografiche \u2013 come IGP, DOP \u2013 che dipendono da criteri ancora pi\u00f9 severi, sono elementi fondamentali della dieta italiana e, in un paese in cui la cucina \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 rilevanti dell&#8217;identit\u00e0 del suo popolo, un&#8217;interferenza esterna nelle scelte di cosa mangiare e cucinare pu\u00f2 essere considerata estremamente invasiva, con conseguenze a lungo termine molto gravi per la cultura locale e il concetto stesso di cibo italiano.<\/p>\n<p>Fino al verdetto dell&#8217;Unione Europea, previsto per il 2022, quando una decisione sull&#8217;obbligatoriet\u00e0 di tale misura sar\u00e0 presa a livello europeo, ogni parte cercher\u00e0 di difendere la sua posizione.<\/p>\n<p>Il dibattito, tuttavia, \u00e8 universale e dovrebbe partire dal presupposto che nessun sistema di etichettatura alimentare \u00e8 neutrale o perfetto.<\/p>\n<p>Infine, tornando alla domanda iniziale, la scelta di cosa mettere a tavola ogni giorno \u00e8 spesso influenzata da fattori esterni. Sta al consumatore essere informato, al di l\u00e0 delle etichette, per scegliere ci\u00f2 che gli fa veramente bene. Mangiare dovrebbe essere anche un atto di resistenza.<\/p>\n<p><em>Articolo originale, in portoghese, su: <a href=\"https:\/\/gamarevista.uol.com.br\/estilo-de-vida\/comida-bebida\/da-para-julgar-um-alimento-pelo-rotulo\/\">https:\/\/gamarevista.uol.com.br\/estilo-de-vida\/comida-bebida\/da-para-julgar-um-alimento-pelo-rotulo\/<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scelta di cosa mettere a tavola \u00e8 spesso influenzata da fattori esterni. 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